Un trasloco non è solo snervante, richiede anche molto tempo. Le persone che lavorano difficilmente riescono a trovarne a sufficienza. Per questo molti si chiedono: è possibile usufruire di un congedo straordinario per un trasloco?
La situazione giuridica di partenza: § 16 BGB
La base giuridica più nota per usufruire di un congedo straordinario è il Codice civile tedesco (BGB) e la Legge federale sulle ferie. In § 16 viene illustrato il tema dell’impedimento temporaneo. Il primo periodo recita:
Il soggetto obbligato a prestare il servizio non perde il diritto alla retribuzione per il fatto di essere impedito a prestare il servizio, per un periodo di tempo relativamente non significativo, per un motivo personale non imputabile a sua colpa.
Dietro questa formulazione complessa si cela l’affermazione che possono esistere motivi per cui i dipendenti possano assentarsi dal lavoro per un breve periodo, senza propria colpa, continuando a percepire la retribuzione. Da ciò deriva indirettamente un diritto al congedo straordinario. Un motivo adeguato può essere un trasloco.
Solo per motivi di servizio
Tuttavia, l’ambito è ristretto. Da ciò si può infatti dedurre anche che non deve trattarsi di un trasloco per motivi privati. Di conseguenza, il trasloco deve
- essere necessario o disposto per motivi di servizio e
- svolgersi necessariamente durante l’orario di lavoro.
Negli altri casi non sussiste alcun diritto legale. Sebbene il BGB non menzioni affatto il termine congedo straordinario, da esso può comunque derivare un diritto. Esso può essere preso in considerazione solo se il datore di lavoro trasferisce il dipendente a un altro luogo di lavoro e, di conseguenza, si rende necessario un trasloco in una nuova città. Di norma, in questi casi i datori di lavoro concedono ai dipendenti un giorno di congedo straordinario.
Congedo per trasloco: contratti collettivi, regolamento sui congedi straordinari e altre basi giuridiche
Il diritto e la durata precisa del congedo straordinario in caso di trasloco per motivi professionali possono essere stabiliti, tra l’altro, nel contratto collettivo o in un contratto di lavoro. Inoltre, per i dipendenti pubblici si applica il regolamento sui congedi straordinari.
- Contratti collettivi: molti sindacati hanno negoziato con le associazioni dei datori di lavoro parametri di riferimento relativi a quando e per quanto tempo ai dipendenti possa essere concesso un congedo straordinario retribuito o non retribuito. Nel valutare se spetti a un dipendente il congedo per trasloco, pertanto è consigliabile dare un’occhiata al contratto collettivo. Molti contratti collettivi, come quello del pubblico impiego (TVöD), prevedono il diritto a un giorno di congedo straordinario in caso di trasferimenti dovuti a motivi professionali.
- Accordi aziendali: alcune aziende non aderiscono ad alcun contratto collettivo. Hanno invece stipulato accordi aziendali con i rappresentanti dei lavoratori. Anche questi accordi possono contenere un’intesa sul tema del congedo straordinario.
- Contratti di lavoro: inoltre, possono esistere contratti di lavoro al di fuori degli accordi collettivi, contenenti disposizioni individuali sul congedo straordinario.
- Regolamento sul congedo straordinario: per i dipendenti pubblici si applica il Regolamento sul congedo straordinario (SUrlV). Esso stabilisce due giorni di congedo straordinario in caso di trasferimento per motivi di servizio all’interno del Paese e tre giorni di congedo straordinario in caso di trasferimento per motivi di servizio all’estero o di rientro da lì in Germania.
La durata del congedo straordinario retribuito in caso di trasferimento per motivi di servizio dipende quindi dal contratto collettivo o di lavoro applicabile oppure, nel caso dei dipendenti pubblici, dal regolamento vigente. Tuttavia, dal BGB si può dedurre un diritto che, secondo gli esperti, può essere esteso a più di un giorno solo mediante ulteriori disposizioni.
Solo previa richiesta!
In tutti i casi, di norma il congedo straordinario non viene concesso automaticamente. Gli interessati devono piuttosto richiederlo e farselo approvare. Normalmente il datore di lavoro non respingerà la richiesta. Tuttavia, nel singolo caso può essere importante coordinare la data del trasloco con i processi aziendali in modo tale che il datore di lavoro possa compensare l’assenza dal lavoro.
Congedo straordinario in caso di cambio di lavoro?
Un cambio di lavoro può comportare un trasloco. Ciò vale in particolare quando la nuova sede di lavoro è troppo lontana dal precedente luogo di residenza. Sebbene lo Stato offra un ampio sostegno finanziario nel caso in cui durante il periodo di transizione siano necessari due alloggi, anche in questo caso è necessario affrontare un trasloco.
Tuttavia, un cambio di lavoro non costituisce un motivo di servizio per il nuovo datore di lavoro, tale da obbligarlo a concedere un congedo straordinario. Non sussiste pertanto alcun diritto. Gli interessati possono però, con un po’ di abilità, concordare individualmente durante il colloquio di lavoro o le trattative contrattuali uno o due giorni di congedo straordinario per gestire il trasloco presso il nuovo luogo di lavoro. A questo proposito è tuttavia è necessario agire con tatto. Infatti, una richiesta troppo insistente può avere un effetto negativo e, nel peggiore dei casi, impedire la stipula del contratto di lavoro.
Nessun congedo straordinario retribuito per i traslochi privati!
Dai fondamenti giuridici deriva anche quanto segue: i dipendenti non hanno diritto a un congedo straordinario retribuito se desiderano traslocare per motivi privati. Esistono tuttavia altre possibilità per compensare le fatiche legate al cambio di abitazione. Tra queste rientrano:
- riduzione delle ore di straordinario,
- utilizzo di un conto ore,
- richiesta di ferie,
- richiesta di congedo non retribuito.
In tutti i casi, i dipendenti dipendono dall'approvazione del datore di lavoro. Anche quando si utilizza un conto ore flessibile, l'assenza per un'intera giornata deve essere di norma concordata.
L'approvazione del datore di lavoro è particolarmente probabile quando
- i dipendenti tengono conto delle esigenze operative dell'azienda nella scelta della data del trasloco.
- vi sono poche assenze dovute a malattia o ad altri motivi.
- il tempo può eventualmente essere recuperato.
- il trasloco è necessario a causa di un'emergenza familiare o finanziaria.
- l'approvazione, ad esempio per un congedo non retribuito, non viene eventualmente comunicata a terzi.
In linea di principio vale quanto segue: è consigliabile essere trasparenti e spiegare al datore di lavoro la necessità del trasloco e la particolare importanza di un esonero dal lavoro. In fin dei conti, non è nell'interesse del datore di lavoro che i dipendenti debbano occuparsi del trasloco e al contempo lavorare. Nel peggiore dei casi, ciò influisce negativamente sulla prestazione lavorativa.
A cosa serve il congedo straordinario
Un trasloco richiede molto tempo. La preparazione e le attività successive al cambio di abitazione richiedono molto tempo. Di norma, il congedo straordinario non può compensare queste fasi. Piuttosto, chi trasloca dovrebbe utilizzarlo per coprire il giorno stesso del trasloco oppure gli obblighi di comunicazione che ne derivano.
Idealmente, il trasloco dovrebbe svolgersi in un giorno feriale della settimana. In caso di traslochi organizzati autonomamente, veicoli e materiali per il trasloco sono allora più economici da noleggiare. Anche molte imprese di traslochi incaricate offrono vantaggi economici nei giorni feriali della settimana. Conviene pertanto spostare il trasloco nei giorni feriali, il che richiede tuttavia un giorno libero.
La registrazione presso l'ufficio anagrafe e il cambio di registrazione presso il rispettivo ufficio di immatricolazione dei veicoli possono richiedere anch'essi un po' di tempo, a seconda del luogo e dei progressi nella digitalizzazione. Le comunicazioni possono essere effettuate in un affrontare la giornata libera in modo più rilassato, soprattutto perché molti uffici hanno orari di apertura sfavorevoli per i lavoratori.
Questi esempi dimostrano che un congedo straordinario approvato in caso di trasloco può ridurre lo stress. Anche se il diritto legale non è sempre chiaro, quasi tutti i lavoratori hanno la possibilità di richiedere almeno un giorno libero.
